Deregolamentazione degli OGM/NGT: un pericolo per l’agricoltura europea?

L’Europa si trova di fronte a una scelta cruciale: permettere il controllo del settore agricolo da parte di poche multinazionali o difendere la biodiversità, la sovranità alimentare e i diritti degli agricoltori? Il futuro dell’agricoltura europea dipenderà dalle decisioni prese nei prossimi mesi.

Ma andiamo con ordine e cerchiamo di capire meglio. Negli ultimi anni, la deregolamentazione degli organismi geneticamente modificati (OGM) ottenuti con nuove tecniche genomiche (NGT) sta sollevando forti preoccupazioni tra gli agricoltori e le associazioni che difendono la sovranità alimentare. In una lettera aperta, lo scorso 19 marzo, il Coordinamento Europeo Via Campesina (Ecvc) ha lanciato un appello ai rappresentanti politici dell’Unione Europea, mettendo in guardia sui rischi che questa deregolamentazione comporterebbe per l’agricoltura contadina e per la biodiversità. Una posizione che in Italia ha trovato concorde il Coordinamento Altragricoltura.

Uno dei principali problemi evidenziati da Ecvc riguarda la brevettabilità delle sementi. La deregolamentazione favorirebbe l’appropriazione delle sementi tradizionali e contadine da parte di poche multinazionali biotech, che potrebbero brevettare sequenze genetiche anche solo “simili” a quelle ottenute con le NGT. Questo meccanismo consentirebbe la biopirateria su vasta scala, limitando la libertà degli agricoltori di utilizzare e scambiare le proprie sementi.

Attualmente, sei multinazionali (Bayer, Corteva, BASF, Syngenta/ChemChina, Limagrain e KWS) controllano la maggior parte del mercato globale delle sementi. Tra queste, Bayer e Corteva detengono l’80% dei brevetti sulle tecniche di modificazione genetica. Se la deregolamentazione dovesse proseguire, la sovranità alimentare dell’Europa sarebbe nelle mani di poche aziende e di grandi fondi finanziari.

Un altro punto critico è l’eliminazione dell’obbligo di tracciabilità degli OGM/NGT. Secondo Ecvc, senza tracciabilità sarebbe impossibile identificare le modifiche genetiche, esentando le aziende sementiere da qualsiasi responsabilità in caso di danni alla salute o all’ambiente. Questo sposterebbe il peso economico di eventuali danni sulle spalle dei cittadini europei.

Inoltre, a parere di Ecvc, la diffusione di OGM/NGT potrebbe compromettere le coltivazioni biologiche e convenzionali, imponendo agli agricoltori la coltivazione di sementi brevettate e limitando la scelta dei consumatori.

La deregolamentazione degli OGM/NGT viene spesso giustificata con la necessità di adattare le colture ai cambiamenti climatici e di ridurre l’uso di pesticidi chimici. Tuttavia, Ecvc sottolinea come promesse simili fossero state fatte negli anni ’90 per promuovere gli OGM transgenici. Il risultato è stato l’opposto: un maggiore utilizzo di erbicidi, l’aumento della contaminazione genetica delle sementi tradizionali e un incremento dei costi per gli agricoltori.

Alla luce di questi rischi, Ecvc nella lettera aperta indirizzata ai parlamentari europei condivisa anche da numerose  esorta i membri del Parlamento Europeo a rispettare la loro decisione del 7 febbraio 2024, che ha respinto la brevettabilità degli OGM/NGT. In particolare, la Commissione Ambiente del Parlamento Europeo viene invita a non approvare il mandato negoziale che aprirebbe la strada alla deregolamentazione.